Monday, September 22, 2014
La mia stanza ha il vuoto che le lasci.
Non le manca la sedia, ma il tuo posto.
Non manca il giradischi, la tua voce
manca e il silenzio d’averti intorno.
Mancano gli occhi tuoi più dello specchio.
Alfonso Gatto (via le9porte)
Abbi pazienza, mia donna affaticata,
Abbi pazienza per le cose del mondo,
Per i tuoi compagni di viaggio, me compreso,
Dal momento che ti sono toccato in sorte.
Accetta, dopo tanti anni, pochi versi scorbutici
Per questo tuo compleanno rotondo.
Abbi pazienza, mia donna impaziente,
Tu macinata, macerata, scorticata,
Che tu stessa ti scortichi un poco ogni giorno
Perchè la carne nuda ti faccia più male.
Non è più tempo di vivere soli.
Accetta, per favore, questi 14 versi,
Sono il mio modo ispido di dirti cara,
E che non starei al mondo senza te.
Primo Levi  (via malinconialeggera)

(Source: kite62)

E per amarti meglio
Avrei voluto essere bella come il silenzio
O come una sfera di stelle. -Alda Merini-
(via intecomeunsecondorespiro)

zenzeroecannella:

“Da quando fui stanco di cercare, ho imparato a trovare. Da quando un vento mi ha fatto resistenza, navigo con tutti i venti.”

— Friedrich Nietzsche, La mia felicità, da Rovine di stelle
(via alfaprivativa)

(Source: pabloestaqui)

Solo gli inquieti sanno
com’è difficile sopravvivere alla tempesta
e non poter vivere senza
 E. Brontë (via solayablu)

(Source: oltre-le-colonne-d-ercole)

Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jacques Brel - Conosco delle barche (via mariofiorerosso)
Cominciò a prenderla iniziando dall’anima.
Palmo a palmo, bottone dopo bottone,
slacciò il vestito del suo spirito fino a toccare
e possedere con gli occhi quella pelle nascosta.
Poi il suo sguardo penetrò il suo pensiero.
Becerra Ángela, Il penultimo sogno
Wednesday, September 17, 2014
Non saprai mai che porto la tua anima
come una luce d’oro che rischiara i passi;
che un po’ della tua voce suona nel mio canto.
Dolce fiaccola i tuoi raggi, dolce braciere la tua fiamma,
mi insegnano il cammino dei tuoi passi.

Yourcenar Marguerite (via malinconialeggera)